Recensione di Franco Sabatelli

Quando, dopo quarantasei anni di ”bottega”, si decide di smettere un'attività che si è svolta con passione per tanti anni, è logico che si sia colti da un pò di malinconia: per i vecchi clienti diventati amici dopo tanto tempo di scambi di opinioni sull'arte in generale e sull'abbinamento fra dipinto e cornice in particolare, per il rapporto quasi morboso con le mie cornici o, come io le chiamavo, "le mie ragazze ".


Quello che mi disturbava maggiormente era il senso di non continuità, d’interruzione di una ricerca, in una piccola nicchia di mercato dell'antiquariato che penso aver contribuito a far emergere e a valorizzare in tanti anni di professione. Questo mio rammarico si è in gran parte ridotto vedendo un giovane collega affrontare questa specializzazione in modo serio e con tanta passione, col desiderio di continuare in un cammino non certamente facile ma colmo di soddisfazioni per quello che vi è ancora da definire.


Fabrizio Canto antiquario, o meglio corniciaio antiquario, in Roma è la persona a cui mi riferisco.


Conosco Fabrizio ormai da molti anni, quando giovanissimo muoveva i primi passi nel campo delle cornici antiche e quello che rilevai in lui fu l'amore con cui si avvicinava alle cornici e mi colpì anche il rigore dimostrato fin dall’inizio nella scelta degli oggetti.


Fabrizio possiede anche una gran dote, oggi molto rara, la modestia. Quando, raramente non riesce a collocare una cornice in modo preciso, nonostante la consultazione della sua corposa biblioteca, non esita a chiedere pareri chiarificatori.


ll giovane ragazzo di allora è certamente cresciuto e lo dimostra la sua bottega di Via Monserrato.


Sono certo che queste prerogative permetteranno a Fabrizio in poco tempo di raggiungere una posizione di rispetto nel mercato internazionale.